Buenos Aires e “La Fin del Mundo” – dicembre 2019 / gennaio 2020
Spettacolare e affascinante il panorama del ghiacciaio Pia

L’obiettivo di questo indimenticabile viaggio è stato quello di raggiungere l’estremo sud dell’America Latina, la Tierra del Fuego (Terra del Fuoco) facente parte della Patagonia, estremo sud di Cile e Argentina.
Dopo essere stati qualche giorno a Buenos Aires ci siamo trasferiti ad Ushuaia soprannominata “fin del mundo” perché ultima città abitata più “a sud del mondo” per imbarcarci sulla nave Stella Australis.
Abbiamo raggiunto il mitico Capo Horn, dopo aver attraversato lo Stretto di Magellano ed il Canale di Beagle, navigando lungo il Canale Murray. Proseguendo la navigazione siamo sbarcati presso la Baia Wulaia in Cile, dove lo stesso Darwin attraccò nel corso del suo celebre viaggio. Navigando lungo il braccio nordest del Canale di Beagle siamo poi giunti e sbarcati nel fiordo Pia, per osservare, da vicino, il ghiacciaio la cui lingua principale si estende dall’alto della cordigliera fino al mare. Addentrandoci poi verso il fiordo De Agostini siamo sbarcati dai gommoni nella laguna formatasi con lo scioglimento del ghiacciaio Águila; infine sull’Isola Magdalena abbiamo visto un’immensa colonia di pinguini magellanici.
Una volta sbarcati a Punta Arenas, lungo il tragitto verso Puerto Natales, ci siamo fermati alla Cueva de Milodón dove sono stati scoperti i resti di un animale preistorico noto come Milodonte.
Proseguendo in direzione del Paine, lungo il percorso, è stato possibile ammirare lo stupefacente paesaggio dominato dai celebri pinnacoli noti come “Cuernos del Paine”.
Da El Calafate, ormai definitivamente in Argentina, abbiamo effettuato un’indimenticabile passeggiata in battello per ammirare il fronte nord del ghiacciaio Perito Moreno.
Siamo poi rientrati in Italia partendo da Buenos Aires.

1/3 - Buenos Aires e il trasferimento a Ushuaia

Le foto

L’estremo sud dell’America Latina, la Tierra del Fuego (Terra del Fuoco) facente parte della Patagonia, estremo sud di Cile e Argentina è stato l’obiettivo del nostro viaggio.
“Tierra del Fuego” perchè i marinai del navigatore Magellano videro i fuochi sulla terraferma, un metodo di scaldarsi per i nativi in queste fredde regioni vicine al Circolo Polare e il nome è rimasto, nonostante possa apparire un ossimoro proprio perché la Patagonia è in realtà una terra molto fredda.
Dopo essere stati qualche giorno a Buenos Aires, suggestiva capitale dell’Argentina con larghe strade, tanto verde e magnifici palazzi dei primi anni del 900 a ricordare un passato splendore, ci siamo trasferiti, in aereo, a Ushuaia soprannominata “fin del mundo” perché ultima città abitata “a sud del mondo”. Più a Sud, oltre il Canale di Beagle, anche se in territorio cileno, c’è un altro insediamento, Puerto Williams, un piccolo villaggio abitato da militari e pescatori.
Ad Ushuaia siamo arrivati il 29/12/2019 per imbarcarci il pomeriggio del giorno successivo sulla nave Stella Australis.
Durante la mattinata (30/12/2019) da Ushuaia abbiamo fatto un giro nel Parco Nazionale della Terra del Fuoco, la cui parte meridionale costeggia il canale di Beagle. La stazione ferroviaria di “Fine del Mondo”, il “Correo del fin del mundo”, ultimo Ufficio postale prima dell’Antartide e il Centro Alakush tra il lago Roca, il fiume Lapataia e l’isola di Salmón sono state le mete dalla nostra passeggiata.

2/3 La Crociera

Le foto

Nel pomeriggio (30/12/2019) da Ushuaia ci siamo imbarcati sulla nave Stella Australis che dopo aver attraversato lo Stretto di Magellano ed il Canale di Beagle, navigando lungo il Canale Murray, ha raggiunto il mitico Capo Horn(31/12). Non siamo sbarcati sull’isola perché il vento “gelido” era veramente forte.
Proseguendo la navigazione (31/12) siamo sbarcati presso la Baia Wulaia in Cile, dove lo stesso Darwin attraccò nel corso del suo celebre viaggio. La visita prevede una passeggiata all’interno di un bosco. Lungo il tragitto è stato possibile ammirare diverse specie di piante autoctone ed un fantastico paesaggio.
Nella successiva mattinata (1/1/2020) navigando lungo il braccio nordest del Canale di Beagle siamo giunti e sbarcati nel fiordo Pia in Cile. Escursione indimenticabile per osservare il ghiacciaio omonimo la cui lingua principale si estende dall’alto della cordigliera fino al mare.
Nel pomeriggio (1/1) non è stato possibile raggiungere il fiordo Garibaldi sempre in Cile perché il forte vento non ha consentito la navigazione nello stretto fiordo.
Nella mattinata successiva (2/1) abbiamo navigato lungo il Canale di Cockburn per addentrarci verso il fiordo De Agostini. Siamo poi sbarcati con i gommoni nella laguna formatasi con lo scioglimento del ghiacciaio Águila in Cile, che abbiamo potuto ammirare da vicino.
Alle prime ore del mattino successivo (3/1) siamo sbarcati sull’Isola Magdalena, nello Stretto di Magellano regione dell’Antartide Cilena, che costituiva per gli antichi navigatori ed esploratori, sosta obbligata di rifornimento. L’isola ospita non solo un’immensa colonia di pinguini magellanici ma anche gabbiani che nidificano sull’isola. Tali animali si possono ammirare durante la passeggiata verso il faro.
Terminata l’avventura australe nella tarda mattinata siamo sbarcati a Punta Arenas e ci siamo trasferiti a Puerto Natales sempre in Cile.

3/3 Torres del Paine e Perito Moreno

Le foto

Intera giornata (4/1) dedicata alla visita del Parco Nazionale Torres del Paine una delle aree protette del Cile. Sosta lungo il tragitto presso la Cueva de Milodón, una grotta dove sono stati scoperti i resti di un animale preistorico noto come Milodonte, di cui si può ammirare una ricostruzione a dimensioni naturali.
Proseguimento in direzione del Paine, raggiunto il parco, dichiarato Riserva Mondiale della Biosfera dall’UNESCO, si inizia un percorso che attraverso il Salto Grande del fiume Paine, il lago Peohe ed il Lago Grey, lungo il tragitto è possibile ammirare lo stupefacente paesaggio dominato dai celebri pinnacoli noti come “Cuernos del Paine”.
Giornata (5/1) dedicata al lungo trasferimento (5 ore circa) con bus di linea, in direzione di El Calafate. Il viaggio, attraversa le due frontiere di Cancha Carrera (Argentina) e di Cerro Castillo (Cile).
Da El Calafate (6/1), ormai definitivamente in Argentina, giornata dedicata alla scoperta del Parco Nazionale Los Glaciares, con passeggiata lungo le passerelle che conducono al belvedere dal quale si può ammirare il fronte nord del ghiacciaio Perito Moreno. Dal battello poi, ci si può avvicinare al fronte del ghiacciaio con viste mozzafiato.
Rientrati a Buenos Aires in areo (7/1) abbiamo alloggiato nella zona di Puerto Madero a Buenos Aires prima di rientrare in Italia il giorno dopo.